Anche se nessuno conosce l’algoritmo che la compone, la SEO è in continua evoluzione e, per tutti i possessori di un sito web i primi posti nel ranking di Google sono un obbiettivo che fa gola. Arrivare lassù in cima però non è semplice, richiede investimenti di denaro e di tempo, e dato che Google domina nel panorama dei motori di ricerca, diventa inevitabilmente vitale conoscerne gli sviluppi.

Questo articolo quindi è la dimostrazione di come si dovrebbero conoscere almeno i seguenti elementi della SEO di Google..

Il protocollo HTTPS può essere un importante fattore di ranking

L’HTTPS è la versione protetta del consueto HTTP, un protocollo che invia dati dal tuo browser al sito. La “S” finale sta per “Secure“, e non credo che serva la sua traduzione, perchè basta sapere che, al contrario dell’HTTP, con l’HTTPS i suddetti dati inviati vengono crittografati. Poiché la sicurezza informatica oggi è diventata un fattore importante per gli utenti, la conseguenza naturale è che le connessioni HTTPS vengono preferite, per non dire “spinte” da Google.

Oltre a migliorare il ranking nel motore di ricerca, l’altro vantaggio di una migrazione al protocollo HTTPS è che offre un ulteriore fattore di sicurezza al sito, in particolar modo ai visitatori che lo navigano, soprattutto se il sito in questione accetta pagamenti online e conserva dati sensibili come le informazioni personali degli utenti.

Avere un sito mobile-friendly è indispensabile

Partiamo dal presupposto che oggi i dispositivi mobili sono ovunque ed ampiamente utilizzati sia per svago che per lavoro, è diventato quindi inevitabile per Google rendere tale funzionalità un fattore di ranking, poiché il traffico internet proviene per circa il 70% da dispositivi mobili. In aggiunta al fattore responsive, anche il marketing ne trae vantaggio, poiché con l’aumento dell’uso degli smartphone, anche la pubblicità su tali dispositivi è cresciuta in modo proporzionale, ecco quindi un motivo in più per avere un sito mobile-friendly.

Se non sai se il tuo sito è responsive, ti basta eseguire un test con uno strumento online messo a disposizione da Google del quale ho parlato in questo articolo qualche tempo fa. E se ciò non bastasse, Google offre anche una documentazione specifica per siti WordPress su come renderlo tale.

Gli annunci sui dispositivi mobili saranno penalizzati

Ok, gli annunci pubblicitari a volte sono troppo invasivi ed inutili, ma in questo caso specifico, gli annunci in questione sono riferiti ai classici pop-up che si vanno a sovrapporre ai contenuti che un utente sta leggendo, nulla di più odioso. Se poi includi il fatto che un annuncio simile coprirebbe per intero un display di uno smartphone, allora l’odio si eleva al quadrato, e per ovviare a questo problema, Google ha pensato bene, a partire da Gennaio 2017, di penalizzare nelle ricerche le pagine che includono annunci intrusivi sui dispositivi mobili.

La scelta di Google non è quella di colpevolizzare gli annunci sui siti, bensì quella di agevolare la lettura del contenuto nell’interesse del visitatore, difatti, alcuni annunci pop-up come le notifiche dei cookies e le conferme sull’età dei visitatori prima di accedere ad un sito non rientrano in questa penalizzazione. Allo stesso modo, anche i banner pubblicitari che non ostacolano il contenuto principale vengono accettati.