Questo articolo segue e completa (almeno per ciò che riguarda l’inizio dell’attività di un libero professionista) quello scritto circa un mesetto fa inerente l’apertura della partita IVA.

Gestione separata INPS

Come citato sopra, la gestione separata è indispensabile in quanto equivale alla tutela previdenziale e pensionistica del libero professionista, di conseguenza, un web designer deve obbligatoriamente iscriversi alla gestione separata.
Mentre chi appartiene alla normale cassa previdenziale (come gli artigiani) deve pagare all’INPS una cifra di circa €3.000 annui più il 20% sui guadagni (se supera un determinato massimale annuale), chi invece appartiene alla gestione separata, pagherà in proporzione ai propri introiti, ossia il 27,72% (per coloro che non sono assicurati con altre forme pensionistiche obbligatorie) e il 18% (per coloro che sono già titolari di una pensione o di un’altra tutela pensionistica obbligatoria).

La gestione separata, è una formula ottima soprattutto per chi inizia con bassi guadagni e può essere fatta solo ed esclusivamente online. Per farlo è necessario possedere un PIN dispositivo, ovvero un codice PIN personale che consente di eseguire determinate operazioni sul sito dell’INPS.

Il PIN Dispositivo

Per richiedere il PIN dispositivo esistono due metodi:

    1. Richiedere il PIN sul sito dell’INPS che vi invierà la prima parte di tale PIN sul vostro telefono e poi attendere che arrivi a casa la lettera con i caratteri rimanenti che completano il PIN.
    2. Andare fisicamente nel vostro ufficio INPS di zona e chiedere direttamente lì il PIN dispositivo.

Nota personale: Pensando che la burocrazia italiana si fosse evoluta (almeno in parte), ho optato per il primo metodo. Risultato? E’ arrivata subito la prima parte del PIN via cellulare, mentre della lettere cartacea nemmeno l’ombra dopo un anno, quindi sono dovuto andare fisicamente all’INPS per richiedere un nuovo PIN.

La Fattura

Completate tutte le questioni con l’INPS, arriviamo al succo del discorso che interessa i liberi professionisti nel regime dei minimi con la compilazione della fatidica fattura.

Le fatture emesse sotto il regime dei minimi, sono diverse da quelle emesse nel regime ordinario proprio perchè l’iscrizione alla gestione separata INPS porta dei vantaggi nella relativa compilazione.

In una fattura ordinaria infatti, al totale dovranno essere aggiunti il 22% di IVA, il 20% di ritenuta d’acconto (se il cliente è sostituto d’imposta) ed eventualmente il 4% di rivalsa INPS.
Invece, in una fattura emessa sotto il regime dei minimi, non saranno presenti nè l’IVA nè la ritenuta d’acconto, ma solo ed esclusivamente la rivalsa INPS (che tra l’altro è facoltativa).
L’unica accortezza da aggiungere in fattura, sono le seguenti note a fondo pagina:

  • Operazione senza addebito IVA ai sensi dell’art. 1, comma 100, L. 244/07.
  • Operazione effettuata ai sensi dell’art. 27, comma 1 e 2, D.L. n. 98/2011 da contribuente soggetto ad imposta sostitutiva del 5%.
  • Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 5.2 Provvedimento Agenzia delle Entrate del 22/12/2011 n. 185820.
  • Imposta di bollo assolta sull’originale.

Riguard0 alla marca da bollo, ricordatevi che tutte le fatture con valore superiore ai €77,47 dovranno essere accompagnate da una marca da bollo del valore di €2,00.

Se non sapete come compilare una fattura, a questo link trovate un fac-simile già pronto per essere compilato che utilizzo io, ma se preferite, anche online potete trovare tanti programmi free o a pagamento per la creazione delle fatture.

Ciò che manca ora è la compilazione della dichiarazione dei redditi ed il versamento dei contributi all’INPS, appena avrò espletato queste ultime due funzioni,scriverò un nuovo articolo a riguardo.

Se avete domande, lasciate un commento e se potrò aiutarvi con la mia esperienza personale sarò più che felice di farlo.