Fabio Gasparrini
siti web, e-commerce, seo, web agency, responsive, san benedetto del tronto, ascoli piceno, fermo, teramo, marche, abruzzo
-1
archive,author,author-fg-x8az-6w5h8j70rm,author-1,bridge-core-2.3.1,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,qode_popup_menu_push_text_top,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-21.7.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Author: Fabio Gasparrini

Ottimizzare un sito web è una pratica fondamentale ed indispensabile per alleggerirlo il più possibile, e di tecniche per farlo ne esistono diverse.In questo articolo vedremo come abilitare la compressione Gzip, un'ottimizzazione che consente di ridurre le dimensioni dei file inviati dal tuo server in modo da aumentare la velocità di trasferimento al browser dell'utente...

Iniziamo con una domanda basilare: Che cos'è l'engagement?L'engagement su Instagram misura il coinvolgimento dei tuoi followers sul tuo profilo sulla base dei like, dei commenti e delle condivisioni ricevute. Più i contenuti saranno virali, maggiore sarà l'aumento del tuo tasso di engagement. Anche la tempistica di pubblicazione su Instagram è importante, poiché i post devono...

L'importanza della Seo nello sviluppo di un sito penso che sia ormai indiscutibile, lo è ancor di più oggi se si considera il livello di concorrenza in ogni settore. In questo contesto diventa pertanto indispensabile una ricerca accurata e specifica delle parle chiave al fine di essere trovati.
In questo articolo metto a disposizione un elenco di strumenti Seo estremamente utili alla causa, sono dei tool online utili per la ricerca delle parole chiave che permettono di muoversi al meglio per il proprio sito o piattaforma.

È una situazione abbastanza rara, ma a volte WordPress aggiunge automaticamente il -2 all'indirizzo URL di post e pagine nel Permalink.Lo fa per una questione logica dovuta al fatto che percepisce una duplicazione di quell'elemento che state creando, pertanto, per distinguerlo da quello già presente, e che magari voi non riuscite a vedere o trovare,...

L'articolo di oggi si discosta un po' dal mio lavoro di sviluppare siti web, ma è comunque altrettanto importante in chiave di risultati nei motori di ricerca e può dare una mano anche a chi non possiede un sito web. Si perché Google My Business è un prodotto di Google che non va nè sottovalutato nè ignorato, tanto per cominciare è gratuito, quindi motivo in più per usufruirne e seconda cosa ti consente di avere una presenza online fissa nelle ricerche degli utenti, potendo così fronteggiare i tuoi diretti concorrenti locali già presenti.

Le immagini pesanti possono diventare un gran bel problema per i siti web, soprattutto perché vanno ad influire negativamente sui tempi di caricamento del sito stesso. E se questo non fosse già abbastanza, un sito lento influenza anche la SEO poiché potrebbe notevolmente aumentare la frequenza di rimbalzo e la lentezza potrebbe anche far spazientire i visitatori davanti allo schermo.

Sicuramente, le foto in un sito hanno un notevole impatto, motivo per cui è buona regola ottimizzare le immagini in WordPress prima di caricarle, il motivo poi si amplifica se possiedi un sito con centinaia o migliaia di fotografie, va da sè quindi che in questi casi più estremi, la loro ottimizzazione non è solo una buona pratica, bensì un obbligo vitale.

Fare una manutenzione ciclica e costante ad un sito è una buona azione, ma se ne devi gestire più di uno, farla a decine o centinaia di siti web diventa praticamente un secondo lavoro, soprattutto se determinate operazioni decidi di svolgerle manualmente.

È fuori dubbio che la manutenziona vada fatta e su questo non ci piove, anche perché non farla equivale ad abbandonare il sito a morte certa, situazione che purtroppo ho già vissuto in poche (fortunatamene) occasioni quando sono stato contattato da alcuni clienti dai quali ho ereditato il lavoro abbandonato da altri. A parte questo doveroso antipasto però, esiste un metodo per monitorare periodicamente, automaticamente e gratuitamente lo stato di salute di un sito web.

Per trasferire file di grandi dimensioni usiamo spesso servizi di terze parti, quello che io uso maggiormente è WeTransfer, anche se è un buon servzio, la seccatura è che ti consente di uploadare fino ad un massimo di 2Gb. Ma se ho bisogno di trasferire file di dimensioni superiori nell'ordine di decine e decine di gigabyte? Di recente ho scoperto che Dropbox permette di trasferire gratuitamente file fino a 100Gb ad uno o più utenti grazie al suo servizio chiamato Dropbox Transfer. È ovvio che se siete già utenti/clienti di Dropbox si tratta di un servizio aggiuntivo, in caso contrario, potrete comunque usarlo come servizio saltuario allo stesso modo di WeTransfer oppure di Smash, altro ottimo servizio di trasferimento di file di cui ho scritto tempo fa in questo articolo. Quali sono le caratteristiche offerte da questo nuovo servizio di Dropbox?

WordPress più il plugin WooCommerce è una combo perfetta per mettere in piedi un signor e-commerce e vendere online prodotti o servizi, inoltre, per cominciare a vendere i metodi di pagamento già integrati sono il bonifico bancario, i pagamenti con assegno, quelli alla consegna ed infine PayPal. Mi soffermo su quest'ultimo oggi, perché è principalmente quello più usato da chi fa acquisti online e merita un dettaglio degno di nota quando lo si deve configurare con WooCommerce.La sua configurazione infatti è piuttosto semplice, ma come facciamo a sapere se durante il processo di acquisto di un utente che paga con PayPal fila tutto liscio? Di certo non possiamo darlo per scontato perché anche se "tendenzialmente" dovrebbe funzionare tutto, i problemi tecnici sono sempre dietro l'angolo, e di certo non conviene fare delle prove ufficiali con prodotti reale perché ci rimetteremmo dei soldi veri.

La soluzione è Sandbox di PayPal

A questo dilemma però è PayPal stessa che ci offre un'opportunità d'oro per eseguire una prova del nove gratuita nel testare i pagamenti online di PayPal con WooCommerce fino alla fine del processo di acquisto. Questo sistema di PayPal si chiama Sandbox e, una volta creato un account Business per il vostro e-commerce, creerà automaticamente due account di prova, rispettivamente uno per il venditore ed uno per l'acquirente.
Si comincia innanzitutto creando un account da sviluppatore che ci consentirà di creare poi quei due account fittizi citati poco fa, per farlo ci si dirige al link Developer di Paypal. Arrivati al pannello di controllo, troverete un menu a sinistra con la voce Sandbox > Account, qui potrete subito notare che PayPal vi ha già automaticamente creato due account con due rispettivi indirizzi email fittizi, entrambi riportano un'etichetta: Personal e Business.