È indubbiamente il social network per eccellenza, sicuramente perchè possedendo oltre 1 miliardo di utenti consente di concentrare la propria pubblicità in un raggio di portata così ampio da portare una porzione di quegli utenti sui propri siti web.

La pubblicità su Facebook è un’ottima cosa, ma solo se fatta bene e con i dovuti crismi, altrimenti si rischia di ottenere un effetto contrario con annessa perdita di credibilità. Navigando su Facebook infatti si notano spesso degli errori in termini pubblicitari, uno fra tutti ad esempio, è quello di pensare che la propria pagina aziendale venga prima del proprio sito o che addirittura sostituisca il sito stesso.

Questa tipologia di errore lo commettono spesso le piccole aziende che non intendono investire in pubblicità, o che non sanno come gestire correttamente un social network oppure che non possiedono del personale interno adeguatamente formato in materia da sapere come districarsi tra sito e social.
L’errore più classico, è quello di scrivere dei post direttamente su Facebook ed abbandonare il sito ad un “lento declino”, mentre, se notate invece il modus operandi delle grandi aziende, esse scrivono il post direttamente nella pagina Blog/News del loro sito aziendale, per poi andare ad incollare il link di quello stesso articolo su Facebook.

Anche se si tratta di un passaggio in più, questo meccanismo è la procedura corretta per far viaggiare in parallelo sito e pagina Facebook, poichè è bene ricordarsi che il sito rappresenta l’azienda in quanto possiede una struttura specifica che Facebook non può permettersi, e quest’ultimo è solo una sorta di gancio per convogliare utenti nuovi e vecchi al sito. Per dirla con una metafora, il sito rappresenta la vostra auto mentre Facebook è la vostra bicicletta, dubito pertanto che andreste mai a trovare un cliente a 300 km di distanza in bici (e in giacca e cravatta).

Detto ciò, di seguito ho elencato alcune regole di base che dovrebbero essere sempre tenute a mente al fine di gestire in modo corretto la propria pagina aziendale, sia che siate un’azienda da miliardi di fatturato annuo, sia che siate il piccolo e solitario lavoratore sotto casa:

L’Aspetto

L’aspetto estetico/grafico della pagina deve essere curato allo stesso modo di come curereste il vostro punto vendita fisico, ciò include anche (e soprattutto) un’attenzione dei dettagli e dei particolari, poichè sono questi che fanno la differenza, che l’occhio umano percepisce indirettamente e che possono darvi un netto vantaggio sulla concorrenza.

Il prodotto che pubblicizzate deve essere bene in vista e gli spazi devono essere altrettanto ben organizzati, evitate quindi accatastamenti di articoli senza una logica e buttati dentro delle gallerie senza un senso, poichè la confusione porta il visitatore ad abbandonare la pagina in quanto anche su Facebook vige la stessa regola dei siti web, ossia che l’utente in 2 click deve trovare ciò che cerca.

I Post

I post sono il punto nevralgico della pagina aziendale, perchè a prescindre dalla grandezza del vostro business, devono essere pubblicati con una frequenza specifica e continua, questo perché un cliente che vi segue si abitua alla vostra cadenza di pubblicazione ed al tempostesso denota da parte vostra una serietà ed una credibilità aziendale.

Quindi, che pubblichiate un post al giorno o uno alla settimana, decidete a tavolino la vostra cadenza di pubblicazione e mantenetela. Fate poi molta attenzione a non ripetere mai lo stesso post anche a distanza di tempo.

I post inoltre devono essere sempre attinenti con il vostro lavoro e con le vostre attività, ovviamente concedendosi una certa elasticità negli argomenti e magari passando da argomenti più seri a quelli più divertenti, ma sempre senza mai sconfinare dal proprio settore di appartenenza. Questo perchè spesso un errore piuttosto comune è quello di cercare di riempire forzatamente la propria pagina Facebook usando dei post generici con argomenti che non hanno nulla a che vedere con il proprio lavoro, non a caso si vedono spesso pagine aziendali riempite di argomenti “fuori tema“.

I post devono essere fatti a regola d’arte, ciò significa che testi, grafica, foto o video in un modo o nell’altro devono essere curati da professionisti o da personale interno adeguatamente formato. In caso contrario, e qualora il vostro budget lo consenta, un copywriter, un grafico, un fotografo ed un videomaker possono darvi davvero una spinta in più che farà nettamente la differenza.

L’Analisi

Una volta avviata la vostra pagina aziendale, Facebook vi mette a disposizione un ottimo strumento interno disponibile, Insights.

Insights è una sezione interna che consente una panoramica generale di come progredisce la vostra pagina nel tempo, il tutto con grafici esplicativi che ne visualizzano l’andamento. Tra le sezioni interne trovate i “Mi Piace” (totali e nuovi in base ai periodi), la copertura dei vostri post (anche in questo caso totali e nuovi in base ai periodi), le persone coinvolte e, strumento molto interessante, le Pagine da tenere sotto controllo.
Quest’ultimo metodo di analisi vi permette di aggiungere tutte le pagine aziendali dei vostri diretti concorrenti per poterne monitorare l’andamento, inclusi i loro like, i loro post e le loro interazioni.

Altra sezione importante da controllare è quella delle visite alla pagina dirette e da reindirizzamenti esterni, nonchè la scansione delle persone per farsi un quadro più netto del target di clientela che raggiunge la vostra pagina in base al sesso ed alla posizione geografica di appartenenza.

Gli Investimenti

Facebook è un prodotto gratuito, ed anche in questo modo consente di fare un buon lavoro pubblicitario, ma moltissime aziende decidono ugualmente di investire un budget mensile per spingere ancora di più la loro pagina al fine di raggiungere nuovi clienti per convertirli in fatturato. Se fatto bene, il sistema funziona, la riprova sono i continui ricavi annuali del signor Zuckerberg, ma soprattutto il ripetuto investimento da parte di quelle stesse aziende, ciò può solo significare che hanno certamente avuto un ritorno in fatto di immagine, visibilità, clienti e fatturato.

L’investimento dipende da molti fattori soggettivi, ma già un buon budget di circa €100-200 al mese porta ad ottenere un paio di nuovi clienti da convertire poi in un contatto telefonico o in un incontro. Se invece desiderate soltanto movimentare la vostra pagina aziendale mediante nuovi like e nuove iscrizioni, allora anche un budget inferiore potrebbe essere più che sufficiente.

Gli annunci di Facebook sui quali poter investire si dividono in due categorie: Inserzioni e Sponsorizzate.
Le Inserzioni pubblicizzano una pagina aziendale, un determinato post o anche il sito web dell’azienda stessa, le Sponsorizzate invece promuovono una pagina aziendale esclusivamente attraverso le azioni eseguite dai suoi fan.

L’Iinterazione

Se seguite queste regole basilari (ma fondamentali) ed avrete fatto un buon lavoro generale, allora avrete delle conversioni in fatto di clientela. Ciò significa che il cliente può essere agganciato già dalla vostra pagina aziendale, ed è lì che poi inizierà il vero e proprio “lavoro social“.

Lo scambio di commenti con il cliente deve esserci sempre e deve essere cordiale e disponibile, a prescindere dal feedback che vi stanno concedendo, guai a non rispondere ad un commento anche con un semplice “Grazie” o peggio ancora in modo sgarbato.
La cordialità potrebbe sembrare un’ovvietà, ma su Facebook si leggono delle pagine aziendali che meriterebbero l’abbandono e l’indifferenza totale.

Mentre fate questo, concentratevi sull’obbiettivo che dovete trasformare quell’estraneo in amico e successivamente quell’amico in un cliente. Quest’ultimo deve essere trattato con correttezza non perchè acquista da voi (non siate solo così cinici  e veniali), ma per fargli comprendere che non siete lì per abbandonarlo nell’universo della rete, ed un cliente soddisfatto è un cliente che torna, sempre.

Si legge spesso di una maleducazione che prende il sopravvento, soprattutto perchè alcuni utenti scambiano Facebook come una valvola di sfogo personale o pensano di potersi “nascondere” dietro un monitor. Su questo ci sarebbe già da aprire un capitolo a sè, ma evitate in qualsiasi modo di cadere in questo genere di tranelli, e anche se vengono meno le regole dell’educazione da parte di alcuni, non ne fate mai una questione personale e rispondete, con garbo ma rispondete sempre, l’ultimo commento deve essere sempre il vostro.

In sostanza, accompagnate il cliente fin dove vuole arrivare lui e non voi, a prescindere che si tratti di una semplice informazione che vi impegnerà senza dare risultati o di un vero e proprio acquisto.