Come ho sempre sostenuto, puoi avere il sito più bello del mondo, ma se poi sui motori di ricerca nessuno ti trova, è come se avessi una Ferrari per fare il giro del quartiere, di conseguenza hai fatto tanto lavoro, hai investito tempo e denaro, ma inutilmente. Oggi la SEO è un elemento impossibile da trascurare nella realizzazione dei siti web e deve essere tenuta in considerazione prima, durante e dopo lo sviluppo stesso di un sito. In questo articolo quindi ho elencato una serie di errori SEO assolutamente da evitare.

Dimenticarsi di inviare la Sitemap a Google

Hai finito il tuo sito? Benissimo, adesso però devi far sapere a Google che esiste.
Partiamo dal presupposto che Google è talmente avanti che può scansionare il tuo sito anche se dimentichi di inviargli la sitemap, questa però non dev’essere una scusante, difatti è un’operazione che richiede comunque, e se lo fa, sarà di certo per un vaildo motivo tecnico.  Inviare la sitemap a Google è semplice, una volta generata nel tuo sito, ti basta andare su Google Search Console e poi seguire la voce Panoramica > Scansione > Sitemap.

Ignorare l’ottimizzazione delle immagini

Molti puntano spesso solo ed esclusivamente alle parole chiave, ma la realtà è che Google Immagini offre agli utenti in fase di ricerca una libreria di immagini non quantificabili che non conviene affatto ignorare.
Innanzitutto le immagini portano link in entrata al tuo sito, quindi sono già una fonte di traffico da sfruttare, poi è sempre bene contestualizzare l’immagine, ossia scrivere di cosa tratta, così facendo aiuterai Google nell’ottimizzazione dell’immagine inserendo il tag alt.

Link interni non funzionanti

Nel tempo può succedere anche abbastanza frequentemente, se scrivi contenuti ai quali applichi dei link esterni, e poi in futuro quegli stessi link non esistono più perché sono stati spostati o rimossi, allora il tuo sito viene penalizzato da Google per un motivo molto semplice, hai mandato fuori rotta dei navigatori a cui non hai offerto dei veri contenuti.

Non usare i tag

Qui entriamo più nello specifico e dobbiamo settorializzare un pochino i vari elementi.

I tag Title

Iniziamo dal tag Title, elemento molto importante perché è quello più visibile all’occhio umano in fase di ricerca. Non deve essere solo un titolo acchiappa click, deve già far capire l’agomento trattato, deve essere originale (e quindi non un duplicato), non deve essere troppo lungo (altrimenti Google lo troncherà) e, simultaneamente, possedere una o due parole chiave specifiche al suo interno.

I meta tag Description

Anche il meta tag Description ha una sua valenza.
Si tratta infatti di quelle due famose righe che compaiono subito sotto il titolo tra i risultati di ricerca di Google, di conseguenza, devono essere due righe scritte ad hoc che offrono una lettura precisa e subito comprensiva dell’argomento, il meta tag Description ha anche una sua importanza in termini di percentuale di click ricevuti per ognuna delle volte che il risultato compare tra quelli di ricerca.

Ignorare le keywords corrette

Non pensare che Google sia una macchina e che, in quanto tale, sia stupida, anzi, è talmente così avanti che se si accorge che stai cercando di “fregarla” non si fa problemi a declassificarti.
Questa piccola premessa è per parlare delle Keywords, ora che hai scelto accuratamente le tue parole chiave e le hai inserite nel titolo e poi nel testo, può bastare, te lo dico con molta sincerità perché ripeterle ovunque e continuamente comporta due grossi rischi: il primo è quello della premessa appena fatta, ossia che Google non lo fai fesso, il secondo è che non farai fesso neanche il lettore che ti sta leggendo, perché un testo con continue ripetizioni di parole chiave non farà altro che far scappare il navigatore che leggerà un testo innaturale, cosa che in un normalissimo dialogo verbale non faresti mai (tanto per intenderci).

Indicizzarsi in modo specifico

Un errore abbastanza comune e quello di indicizzarsi con una keyword non specifica, ossia troppo generale, e provo a spiegare con un esempio che calza a pennello sull’agomento.
Se per lavoro sei un SEO, adoperando la keyword “SEO” non farai altro che fare un lavoro totalmente inutile, perché è una parola troppo generica e buttata nel web senza alcun senso che non ti farà arrivare da nessuna parte. Se invece usassi una keyword tipo “Articoli SEO Roma“, allora restringeresti di molto il campo ed avresti ben maggiori possibilità di indicizzazione. Considera anche che, solitamente, prima di decidere le keywords va sempre fatta un’analisi delle parole chiave e dei concorrenti, ma soprattutto, quando le scegli, cerca sempre di pensare come fossi dall’altra parte, ossia come se fossi il cliente finale, cercando ciò di cui hai bisogno in modo semplice e diretto.