La recente normativa sulla privacy è stata una gran seccatura, scusate la franchezza ma è così, questo perché purtroppo come sempre qualche furbetto ha fatto un uso spropositato dei dati degli utenti e l’Unione Europea ha deciso così di correre ai ripari facendo di tutta l’erba un fascio e costringendo così tutti ad adeguarsi in un determinato modo. In parte ci può anche stare, in questo articolo ho deciso di spiegare come configurare Cookiebot su WordPress, uno dei plugin che più si avvicinano nel mettere a norma un sito web.

Cookiebot è un plugin ben fatto che nella sua verisone gratuita “regolarizza” (lo metto tra virgolette perché è ovviamente da prendere con le molle trattandosi di norme legislative) un sito WordPress fino a 100 pagine. Attenzione però, perché nel conteggio non rientrano soltanto le pagine, ma anche gli articoli e, se il tema installato lo prevede, anche le pagine customizzate del tema stesso tipo Portfolio, Team, Prodotti ecc..
Pertanto, se avete un blog attivo già da anni quel numero 100 è facile che lo passerete tranquillamente e dovrete pertanto usare Cookiebot per WordPress in versione Premium che ha diversi piani che consentono di andare oltre le 5.000 pagine per singolo sito.

Iniziamo ovviamente installando ed attivando Cookiebot, nella colonna di sinistra del menu di WordPress si creerà la voce Cookiebot, a quel punto cliccate su Settings e cominciamo:

  1. Il primo step è quello di registrare un account Cookiebot, e vi consiglio di farlo usando l’indirizzo email associato al dominio del sito stesso sul quale state facendo l’installazione, nella pagina Settings troverete il campo Cookiebot ID, sotto il quale c’è il link Sign up for free on cookiebot.com che vi porterà al pannello di registrazione di Cookiebot, lì inserite l’email e scegliete una password sicura.
  2. A questo punto, all’indirizzo email registrato vi arriverà un codice, si tratta della Chiave di Registrazione di Cookiebot che andrete ad inserire innanzitutto nel pannello di registrazione di Cookiebot (che nel frattempo, dopo la vostra registrazione ha cambiato layout fornendo un singolo campo di richiesta nel quale inserirla), una volta inserita la chiave di registrazone, il pannello di Cookiebot si trasformerà nuovamente in un pannello più completo che dovrete lasciare aperto
    La stessa chiave di registrazione inserita nel pannello, dovete inserirla anche nella pagina Cookiebot > Settings di WordPress, successivamente in Cookiebot Language scegliete Italiano come lingua e salvate.
  3. Ora tornate al pannello di Cookiebot (che trovate sempre a questo indirizzo: https://manage.cookiebot.com/en/manage) e vi troverete davanti un pannello più completo con alcune schede da configurare in base al vostro sito, trovate un esempio nello screenshot di seguito.
    La prima fra queste schede è Domains, in quel campo inserite il dominio del vostro sito e scegliete la frequenza di scansione automatica (potete lasciare anche Montly di default) e poi salvate.Cookiebot domains - Fabio Gasparrini creazione siti web a San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Teramo e Fermo
  4. Passate ora alla scheda Dialog, qui troverete 3 campi: il primo, Template, vi fa scegliere dove desiderate posizionare il banner che comparirà sul vostro sito, quello più comune è Bottom, ossia in basso. Nel secondo campo, Method, consiglio di lasciare Explicit Consent, in questo modo, tanto per capirci, gli utenti per togliersi da davanti agli occhi quel banner fastidioso dovranno accettare l’informativa. Anche nel terzo campo, Type, consiglio di lasciare Multilevel, che permette agli utenti di poter vedere l’elenco dei cookies usati dal vostro sito e di lasciare vuote le successive tre caselle sottostanti, ossia Preferences, Statistics e Marketing. Fatto ciò salvate.
  5. Passate ora alla scheda Content, qui di defaut Cookiebot vi offre già ogni sezione compilata, ma se avete del testo fornitovi da un legale che avete interpellato a riguardo, allora potete inserirlo. Nel dettaglio, il primo campo equivale al testo che comparirà nel banner agli utenti con relativo pulsante per l’accettazione dello stesso. A questo punto salvate e la parte relativa al pannello di Cookiebot l’avete completata.
  6. Tornate ora al vostro sito WordPress, e come potrete vedere il banner sarà già attivo e (quasi tutto) funzionante, eccezion fatta per l’elenco dei cookies, perché in questo momento Cookiebot sta scansionando il vostro sito alla ricerca dei cookies, i quali verranno poi elencati nella scheda Mostra Dettagli. Difatti, in questo momento vedrete solo zeri, ma entro massimo 24 ore, una volta completata la scansione, in ognuna di esse vedrete il numero con il rispettivo dettaglio di ogni singolo cookie in uso nel vostro sito.
  7. Ora create la pagina Cookie Policy ed al suo interno andate ad inserire il seguente shortcode: [cookie_declaration]
    Questo shortcode, una volta terminata la scansione di cui parlavamo, compilerà automaticamente la vostra pagina dei cookies con possibilità per gli utenti di scegliere quali accettare o modificare. Anche in questo caso, dovrete attendere il completamento della scansione, altrimenti per il momento troverete solo un temporaneo messaggio di avviso di Cookiebot.
  8. A questo punto, l’ultima operazione in ordine è quella di creare la pagina Privacy Policy (che tra l’altro WordPress crea in automatico e quindi dovreste già avere) ed inserire al suo interno l’informativa estesa della vostra privacy, meglio ancora se stilata da un legale secondo le normative vigenti.
  9. Il processo è completato, ora, dopo la scansione totale del vostro sito Cookiebot vi invierà tramite email all’indirizzo di registrazione un report dei cookies trovati con elenco e relativa descrizione.

Questo è tutto, anzi, concludo dicendo che sarebbe buona norma, soprattuto se avete un sito che tratta dati sensibili degli utenti, di rivolgervi ad un legale specializzato (e sottolineo specializzato) perché non tutti hanno nozioni tecniche informatiche e credono che basti il loro lavoro standard. Purtroppo non è così ed ho avuto modo di vederlo anche personalmente con alcuni miei clienti che si erano affidati ai loro legali di fiducia che però non erano esattamente specializzati dal punto di vista web.

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