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Le pagine 404 sono una questione seria, chi le sottovalute sbaglia, e anche tanto, perché ritrovarsi errori simili in un sito aziendale equivale a perdere  credibilità dinanzi al proprio cliente che sta visitando il sito, e ne consegue anche una silenziosa penalizzazione dal punto di vista SEO, poiché Google e gli altri motori di ricerca non trovando più quei contenuti, prendono provvedimenti a riguardo.

In un precedente articolo avevo trattato la questione su come risolvere gli errori della pagina 404 e, poiché i siti, così come i loro contenuti sono sempre molto dinamici, è più che possibile che con il passare del tempo qualche pagina venga spostata, rinominata o cancellata.

Qualche tempo fa ho parlato di come migliorare il tempo di permanenza dei visitatori sul tuo sito, e nell'articolo di oggi tratterò un argomento altrettanto importante che non è che il suo proseguimento, ovvero come aumentare la credibilità del tuo sito agli occhi dei tuoi visitatori. La premessa fondamentale che devi tatuarti, è che chi entra nel tuo sito sta guardando la tua attività ed automaticamente sta associando ciò che vede alla tua immagine aziendale, pertanto già dalla prima occhiata è condizionato dal darti o meno fiducia.

Questo non lo dico io, ma una serie di studi scientifici, psicologi, analisti, colleghi e persino clienti che hanno compreso la comunicazione del web, quindi, tornando al discorso della fiducia, se un cliente non si fida di ciò che vede, non perderà tempo sul tuo sito, e di sicuro non avrà interesse in un successivo contatto.

Sorvolando sul layout del sito in quanto tema già trattato nell'articolo precedente, un ottimo metodo per dimostrare affidabilità al potenziale cliente è di utilizzare quelli che in gergo tecnico vengono chiamati indicatori di credibilità, un serie di elementi interni ed esterni al sito stesso che vanno a stimolare l'interesse del visitatore facendolo restare sul tuo sito al fine di aumentare la credibilità della tua attività, ecco alcuni esempi

Immagina di essere un visitatore, cosa fai quando arrivi su una pagina che non esiste, ossia la classica pagina 404 che ti avvisa che la pagina non esiste? Semplice, la chiudi, e se lo fai tu lo faranno anche i tuoi visitatori. Teoricamente non c'è nulla di male in quest'azione, ma ai fini della credibilità del tuo sito e, non meno importante, ai fini dell'indicizzaizone SEO, questa cosa è veramente meglio che non accada.

Scoprire se nel vostro sito esistono delle pagine di errore è abbastanza semplice

Migliorare il tempo di permanenza sul tuo sito può sembrare poco importante o banale, ma ti garantisco che non lo è, perché anche il tempo che trascorrono i visitatori all'interno di un sito è un fattore importante, non si tratta infatti solo di portarli sul sito, ma anche di farceli rimanere e capire cosa fanno, onde evitare che le aspettative vengono disattese e vederli uscire con un click. Una situazione simile significa un aumento della frequenza di rimbalzo ed una valutazione di bassa qualità da parte di Google.

Ecco quindi alcune delle stategie da applicare per migliorare il tempo di permanenza sul tuo sito

Di metodi su come spingere il proprio sito usando le varie tecniche SEO ne esistono a bizzeffe in rete, quello però di cui parlo oggi è un metodo per farlo anche in modo indiretto. Partiamo dal presupposto che tutte le strategie SEO vengono fatte generalmente on-site, ossia direttamente sul sito, esiste però anche un metodo off-site che consente di aumentare le visualizzazioni sul vostro sito senza ricorrere alla SEO specifica. Anche per questa tecnica, così come per l'ottimizzazione classica nei motori di ricerca, incidono due fattori primari che danno un esito diverso da un sito rispetto ad un altro e sono: il prodotto o servizio che offri ai tuoi visitatori del sito ed il target di clientela a cui esso è destinato.

Fatta questa doverosa premessa, ecco alcune dritte su come aumentare il traffico sul sito senza usare la SEO.

Un'altra risorsa utile nel mondo di WordPress potrebbe essere quella di aggiungere un'icona al menu del sito, nello specifico di questo articolo l'esempio sarà quello di aggiungere un'icona in una delle voci del menu, poiché se il tema scelto non possiede tale funzione, allora questa funzionalità diventa applicabile a tutte le altre voci.

La prima cosa da fare è naturalmente quella di procurarsi (o realizzare di vostro pugno) l'icona desiderata in PNG. In questo esempio fingeremo di voler aggiungere un'icona alla voce del menu "Documenti" e la rinomineremo in

Un altro piccolo trucchetto che mi è venuto in aiuto diverse volte nello sviluppo dei siti è quello di suddividere una pagina di WordPress in più colonne. Anche in questo caso si potrebbe attingere direttamente al repository di WordPress per trovare un plugin che faccia ciò, soprattutto se il tema che state usando non integra una tale funzione, ma con questo metodo si fa prima e non servono grosse competenze.

Inoltre, la suddivisione in colonne offre anche un'impaginazione del testo e delle immagini molto "giornalistico" e sicuramente gradevole all'occhio umano. Per fare ciò adopereremo la

Fin dall'inizio WordPress possedeva sia la funzione di giustificare il testo che quella di sottolinearlo mediante due semplici pulsanti che erano presenti nell'editor di testo. Successivamente, ed anche un po' improvvisamente, con l'aggiornamento alla versione 4.7 entrambi sono stati rimossi portando anche a non poche lamentele, tanto da poter dire che probabilmente non è stata una mossa azzeccata.

I motivi sembrano dovuti principalmente a dei potenziali motivi di usabilità, sembra infatti che il pulsante della sottolineatura veniva confuso con quello per i link, mentre nel caso del testo giustificato, il relativo pulsante è stato rimosso a causa di problemi di leggibilità in alcuni browser. Questa rimozione però non ha fatto altro che complicare le cose agli utenti, i quali si sono visti una riorganizzazione dell'editor testuale e di conseguenza si sono dovuti andare a cercare delle soluzioni alternative.

Personalmente, ho trovato le seguenti 3 soluzioni per ripristinare il testo giustificato e sottolineato in WordPress, e la cosa bella è che

Anche se nessuno conosce l'algoritmo che la compone, la SEO è in continua evoluzione e, per tutti i possessori di un sito web i primi posti nel ranking di Google sono un obbiettivo che fa gola. Arrivare lassù in cima però non è semplice, richiede investimenti di denaro e di tempo, e dato che Google domina nel panorama dei motori di ricerca, diventa inevitabilmente vitale conoscerne gli sviluppi.

Questo articolo quindi è la dimostrazione di come si dovrebbero conoscere almeno i seguenti elementi della SEO di Google.

"Il backup, che Dio lo benedica", opure "Il backup, questo sconosciuto", a quale di queste due citazioni senti di far parte? Se rientri nel primo gruppo vuol dire cha hai compreso l'importanza di eseguire i backup di salvataggio, se invece sei più per la seconda, allora devi per forza imparare questa strategia salvavita, e la parola salvavita non è un'eagerazione. Poiché anche a me ha salvato la vita molte volte, e non solo a me, ma anche ai miei clienti, mi sembra doveroso dedicargli almeno alcune righe per condividere come dovrebbe essere applicata una corretta strategia per gestire i backup di un sito WordPress. Bando alle chiacchiere allora, ecco alcuni consigli pratici su come organizzare i backup, vostro o dei vostri clienti: