WordPress
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Chi si affaccia a WordPress per la prima volta, noterà fin da subito che il pannello di controllo possiede una struttura piuttosto intuitiva e facilemte utilizzabile da chiunque, ma per chi sviluppa siti web per i clienti con questo potente CMS, una delle sue più grandi qualità, è la possibilità di creare innumerevoli account, ognuno...

I marketplace di WordPress sono pieni zeppi di temi per la nota piattaforma CMS e sceglierne uno in questa giungla selvaggia diventa davvero impossibile data la mole di prodotti presenti. In questo articolo condivido con voi alcuni dei fattori più importanti da tenere in considerazione nello scegliere un tema per WordPress. Dovendo dare sempre un occhio al portafoglio, la prima domanda è quella classica.

Tutti vogliono essere primi nella vita reale, lo stesso avviene in quella virtuale sui motori di ricerca come Google, dove ogni possessore di un sito fa i salti mortali per arrivare e restare in prima posizione il più possibile. Fondamentalmente, ciò che genera questa classifica è il complesso algoritmo di Google, il quale include molti fattori di posizionamento, con "molti" si intendono ben oltre 200 elementi e, poichè tale numero potrebbe anche non sembrare così tanto elevato, la verità è che ogni singolo fattore di posizionamento potrebbe avere a sua volta circa 50 variabili. Di conseguenza, dato che la matematica non è un'opinione, con un rapido calcolo otteniamo che 200 x 50 = 10.000 fattori di posizionamento. Tra questi 10.000 elementi, tanto per citarne un paio, troviamo disicuro il responsive e la velocità del sito.

Tornando al titolo di questo post, in base agli studi fatti da esperti SEO e dovendo ipoteticamente stilare una classifica dei primi 3 fattori di ranking di Google, al terzo posto troviamo

Per chi sviluppa e-commerce con WordPress in Italia, una delle necessità più richieste riguardo agli acquisti online è quello di avere a disposizione alcuni campi specifici durante la fase di checkout e, di conseguenza, nella gestione degli ordini del back-end. I due campi in questione vanno ad inserirsi in un contesto burocratico nazionale indispensabile, e sono il Codice Fiscale e la Partita Iva. Questa necessità oggi è stata soddisfatta dalla Softrade, azienda italiana che ha sviluppato un plugin free per WooCommerce chiamato

C'è un detto che recita così: "Il calzolaio va sempre in giro con le scarpe rotte". Questo per dire che per troppo tempo anch'io ho avuto un sito senza una newsletter a causa di impegni vari e giornate che durano ancora stranamente solo 24 ore, poi però un giorno sono riuscito a completare questo "obbiettivo", ed ho scoperto che fino a quel momento avevo ampiamente sottovalutato il potenziale delle email e non avevo fatto altro che perdere tempo e clienti.

Mi sono reso perfettamente conto però della potenzialità di una funzionalità simile, ancora di più oggi. Inizialmente perchè con una Newsletter si rimane a stretto contatto con il proprio giro di utenti, e successivamente perchè

La miglior soddisfazione nel possedere un sito è innanzitutto riceve tante visite, ma una tra le prime problematiche che possono portare ad un allontanamento dei visitatori dal sito è il rallentamento del sito stesso, e ciò può accadere per una serie di fattori tecnici che spesso vengono ignorati ma ai quali, almeno per WordPress, si può porre rimedio.

Secondo uno studio fatto nel 2009, il 47% dei visitatori si aspetta che una pagina si carichi in meno di 2 secondi, mentre il 57% dei visitatori abbandona una pagina che richiede oltre i 3 secondi di caricamento. Diventa quindi una conseguenza che il tempo di caricamento influisce sulle vendite.

Volete un esempio reale? Nel 2006, Amazon ha constatato che un aumento di velocità di 100 millisecondi della sua pagina ha portato ad un aumento di fatturato dell'1%. Nel 2010, la stessa Google ha confermato che persino il suo algoritmo prende in considerazione la velocità di caricamento della pagina.

Visto che l'argomento diventa importante in termini anche economici, di seguito trovate un kit di soluzioni per migliorare notevolmente il tempo di caricamento del vostro sito WordPress.

Potevamo farci mancare un pò di burocrazia applicata anche al web? Certo che no. La prossima data da segnare sul calendario è quella del 2 giugno 2015, momento in cui ogni sito web che utilizza i cookie, praticamente il 99,9% di quelli esistenti, dovrà mostrare all’utente un messaggio con due link: il primo è l'informativa estesa, il secondo invece è

Oggi esistono moltissime opzioni per scegliere un hosting per WordPress, ma parlando di questioni tecniche, ciò che fa la differenza sono le variabili offerte da ogni hosting stesso, quindi con questo articolo spero di chiarire un po' di più le idee a chi è in cerca di un provider per il proprio sito o a chi lo fa per la prima volta.

Farò una prima distinzione tra due possibili soluzioni di ciò che propone il mercato, una prima catalogazione difatti va fatta tra server condivisi e server dedicati. I primi sono i più comuni e i più economici nei quali alloggiano un elevato numero di siti, i secondi invece sono più performanti e personali, poichè il server è solamente vostro (virtualmente parlando) e nel quale potete alloggiare soltanto i vostri siti.

Server condivisi

Gli hosting condivisi sono quelli più economici ed il prezzo basso indica anche poca flessibilità ed un grande sovraffollamento di siti. Difatti, appena il vostro sito crescerà, arriveranno problemi come la limitazione di banda e la lentezza nei tempi di risposta. Quest'ultimi si verificano perché l'unico modo dei provider di offrire tali prezzi è di allocare quanti più siti nello stesso server.

Scrivo questo articolo perchè anch'io mi sono trovato nella condizione iniziale di lavorare su un sito WordPress sviluppato in locale per poi migrarlo online. I vantaggi di installare WordPress in locale sono molteplici, solo per citarne alcuni, la possibilità di testare il sito e tutte le sue funzionalità, modificarne il codice e vederne i risultati ed apportare cambiamenti senza che gli utenti possano accorgersene mentre sono connessi al sito.

Innanzitutto, per lavorare in locale ed installare il sito sul proprio computer, serve una piattaforma di sviluppo web che consenta di far funzionare localmente degli script PHP senza connettersi ad un server esterno.