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"Il backup, che Dio lo benedica", opure "Il backup, questo sconosciuto", a quale di queste due citazioni senti di far parte? Se rientri nel primo gruppo vuol dire cha hai compreso l'importanza di eseguire i backup di salvataggio, se invece sei più per la seconda, allora devi per forza imparare questa strategia salvavita, e la parola salvavita non è un'eagerazione. Poiché anche a me ha salvato la vita molte volte, e non solo a me, ma anche ai miei clienti, mi sembra doveroso dedicargli almeno alcune righe per condividere come dovrebbe essere applicata una corretta strategia per gestire i backup di un sito WordPress. Bando alle chiacchiere allora, ecco alcuni consigli pratici su come organizzare i backup, vostro o dei vostri clienti:

Partiamo dal presupposto che se un tema è ben sviluppato, di sicuro avrà al suo interno la funzionalità di poter scegliere quale o quali categorie visualizzare nella classica pagina Blog di WordPress, tale funzione diventa molto comoda soprattutto per quei siti che possiedono svariati contenuti dinamici ed hanno più di una pagina che funge da Blog all'interno del sito (ad esempio Promozioni, Eventi, News, ecc). Fin qui nessun problema, ma se il template con cui stai lavorando non possiede questa possibilità e nella pagina Blog carica le categorie di tutti gli articoli come fai? Come sanno ormai anche i muri, nel repository di WordPress i plugin per fare ciò non mancano di certo, ma perchè andare a "sporcare" il sito con un plugin quando con due righe di codice puoi aggiungere una simile funzionalità? E soprattutto, non servono nemmeno grandi conoscenze di programmazione, ma solo un po' di accortezza, quindi conosciamo i due passaggi in questione

L'anno nuovo arriva con una notizia da parte di Google che fa intendere già da che parte tira il vento. Si tratta infatti di una decisione inerente la sicurezza e l'affidabilità di un sito che il motore di ricerca ha deciso di far diventare un elemento significativo proprio a vantaggio dei navigatori del web. Da Gennaio 2017 infatti, rendere il proprio sito affidabile installando il certificato SSL diventerà fattore di ranking per scalare le classifiche e non essere penalizzati da Google.

In realtà, non è neanche una mossa a sorpresa, poichè già da qualche mese Google aveva cominciato ad "avvantaggiare" tra i risultati di ricerca, i siti che avevano convertito il loro precedente protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) in

WordPress è diventato in pochi anni il CMS di riferimento per lo sviluppo di siti web dinamici, al punto che ormai possiede la fetta di mercato più grande rispetto a concorrenti tipo Joomla e Drupal. Essendo divenuto così importante, va da se che è diventato anche il bersaglio preferito di molti attacchi informatici, pertanto questo articolo esplorerà i primi passi indispensabili, ed oserei dire anche obbligatori, per mettere in sicurezza WordPress quando si realizza un sito web.

Con i tempi che corrono la sicurezza su internet è diventato un vero e proprio lavoro, e conoscere almeno le basi della sicurezza è un po' come conoscere il "Padre nostro" per un cristiano (e su questo purtroppo non sono un esperto), e se si vuole avere un sito funzionale ed evitare possibili attacchi o tentativi di intrusione, una conoscenza di base è d'obbligo. Iniziamo quindi con l'elenco dei consigli per mettere in sicurezza un sito WordPress

L'unica cosa che possiamo fare con il web è corrergli dietro, ed anche se sappiamo già che si tratterà di una rincorsa senza una fine, oggi rientrare negli standard del web è l'unico modo che abbiamo per far si che il nostro sito sia presente nei motori di ricerca come Google e soprattutto, cosa ancor più importante, non venga penalizzato.

Già, perchè come ho scritto tempo fa sulla decisione di Google di posizionare al primo indice quello mobile, oggi se desideri che il sito della tua attività non venga escluso o declassato dalle ricerche, sei obbligato ad avere un sito web ottimizzato per il mobile perchè

In questo articolo vedremo come indicizzare un sito su Google, nello specifico, tratteremo tutti i primi step che devono essere eseguiti affinchè Google "legga" il sito ed inizi ad indicizzarlo sul motore di ricerca. Si tratta quindi di una guida per coloro che hanno messo online il loro sito da poco ed ancora lo stanno cercando tra i risultati di Google, ricerca che, purtroppo per loro, non è detto che vada a buon fine perchè Google richiede inizialmente una serie di operazioni affinchè possa aggiungerlo in elenco.

Senza l'indicizzazione infatti, Google non potrà mai mostrare i vostri contenuti nei suoi risultati di ricerca per parole.

Iniziamo dall'acronimo, CRM significa Customer Relationship Manager, ovvero Gestione delle Relazioni con i Clienti. Nel settore informatico viene generalmente identificato come un software aziendale che si occupa della fidelizzazione dei clienti stessi e che tendenzialmente viene acquistato a parte e gestito dall staff interno dell'azienda. Ora la domanda è

La notizia è fresca di pochi giorni ed arriva direttamente dai piani alti di casa Google, che ha annunciato il suo passaggio verso il Mobile First Index, ciò significa in maniera molto netta, che da questo momento il noto motore di ricerca, nell'analisi dei due dfferenti indici, ossia tra quello desktop e quello mobile, renderà principale quest'ultimo a svantaggio del primo.

Questo avviene per due semplici motivi che col tempo sono diventati conseguenti fra loro, il primo è che

Mettiamola in questo modo, puoi realizzare il sito esteticamente più bello e funzionale del mondo, ma se nessuno ti trova, il mondo non sa che esisti. Indicizzare un sito web non è un lavoro semplice, innanzitutto perchè richiede tempo, molto tempo, poi servono  conoscenze specifiche e parecchie risorse, anche economiche. Non a caso infatti la SEO è un ramo del web ed un lavoro che viene svolto da analisti o da vere e proprie web agency che si occupano esclusivamente di questo settore. Tutti vogliono comparire in prima pagina su Google (e possibilmente in prima posizione), ma poichè nessuno conosce realmente l'algoritmo di Google, ci si deve affidare a tali professionisti.

Durante lo sviluppo di un sito però esistono anche delle semplici accortezze che possono essere eseguite direttamente da noi stessi, e che danno, nel lungo termine, anche dei buoni risultati. Ad esempio (e non lo dico per vanteria, ma solo come prova reale), questo sito che stai leggendo è frutto di una personale strategia SEO: se infatti cerchi su Google "Siti Web San Benedetto del Tronto", il mio sito oscilla da tempo tra i primi risultati della prima pagina di Google, ed è un risultato ottimo che ho raggiunto in un paio d'anni di indicizzazione.

Ma tornando all'argomento principale di questo articolo, una fra le strategie utilizzate per indicizzare un sito sono i link, o tecnicamente parlando, la link building (costruzione di link). Il principio di partenza però per questa strategia, è che deve essere di qualità, innanzitutto perchè consentirà a Google di "leggere" il tuo sito e constatarne la sua autorevolezza, non a caso tale strategia prende il nome di Page Authority, la quale dopo un certo lasso di tempo permetterà al tuo sito di

Una delle fasi più importanti nello sviluppo di un sito è quella di scegliere le parole chiave corrette per la SEO, esistono anche diversi tools, sia gratuiti che a pagamento che aiutano tale scopo e che vedremo più avanti, ma questa fase è importante soprattutto perchè il risultato andrà ovviamente ad incidere sul posizionamento del sito nei motori di ricerca.

La lunghezza delle parole chiave

Nell'ambito SEO, ciò che si cerca di fare è prevedere i termini di ricerca che gli utenti adopereranno sui motori di ricerca per capire come poter indicizzare il proprio sito e farlo comparire tra i primi risultati con quelle medesime parole chiave.